
Questo è un altro articolo che durerà qualche settimana, poi si dissolverà nel nulla.
Si è conclusa proprio in questi ultimi giorni del 2025 la mia rilettura annuale del Signore degli Anelli. Come di consueto, amo accompagnare il testo con i due celebri companion di approfondimento che ne illustrano la geografia e gli eventi: L’Atlante degli Hobbit e i viaggi di Frodo.
Qual è la differenza tra i due?
L’Atlante della Terra di Mezzo (o degli Hobbit, nel caso della mia reinterpretazione) di Karen Wynn Fonstad rappresenta l’approfondimento più solido e strutturato. È un’opera impegnativa, che richiede una consultazione lenta e ponderata: non si limita a tracciare i confini geografici, ma seziona il mondo di Tolkien attraverso piante architettoniche, sezioni di edifici e analisi geologiche. È lo strumento ideale per chi desidera immergersi totalmente nella complessità fisica di Arda, comprendendo non solo dove si svolgono i fatti, ma come sono costruiti i luoghi che li ospitano.
Di carattere opposto è i Viaggi di Frodo di Barbara Strachey, una guida preziosa e decisamente più dinamica. Qui il focus è interamente rivolto ai percorsi: le sue tavole, agili e di immediata lettura, fungono da diario di bordo quotidiano della Compagnia. È un compagno di viaggio discreto che permette di verificare in pochi istanti la posizione dei protagonisti e il tempo trascorso, rendendolo perfetto per una consultazione rapida che non interrompa il ritmo incalzante della narrazione.
Un limite intrinseco dei Viaggi di Frodo risiede nella non sempre immediata comprensibilità di alcuni passaggi; talvolta, infatti, l’interpretazione delle spiegazioni fornite da Barbara Strachey richiede un’analisi particolarmente approfondita per essere pienamente assimilata. In questa occasione, inoltre, ho riscontrato per la prima volta alcune imprecisioni nella traduzione che finiscono per confondere ancora di più le idee. Se in passato avevo dato per scontata l’accuratezza filologica del testo, questa rilettura mi ha confermato come, purtroppo, il lavoro di verifica dell’epoca non sia stato impeccabile.
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